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Irrigatori

Caratteristiche e Prestazioni

Nella progettazione e realizzazione di un impianto di irrigazione, dopo aver analizzato gli aspetti climatici e agronomici al fine di valutare i fabbisogni d’acqua e verificato le caratteristiche di portata e pressione della fonte di approvvigionamento, il passo successivo riguarda la scelta degli irrigatori.

Questi ultimi costituiscono la parte finale del sistema di distribuzione dell’acqua, ma sono i componenti dai quali parte e sui quali si basa la progettazione di un buon impianto. Nel selezionare il modello più idoneo è necessario considerare vari fattori come l’estensione e la forma della superficie da irrigare, la presenza di alberi, ostacoli, camminamenti, il tipo di terreno ecc.

Esistono sul mercato numerosissimi modelli di irrigatore contraddistinti da caratteristiche costruttive diverse, che determinano la modalità di distribuzione dell’acqua e le loro prestazioni.

In pratica, quando si deve scegliere un modello di irrigatore ci si dovranno prima porre domande del tipo:

– qual è la portata a disposizione?
– qual è la pressione all’allacciamento?
– quali sono la forma e la dimensione dell’area da bagnare?
– la zona è soggetta a ventosità elevata?
– il terreno è in pendenza?
– qual è la fruibilità dell’area?

Le caratteristiche fondamentali che permettono di distinguere i diversi irrigatori e di verificarne la qualità sono:

– pressione di esercizio
– portata
– gittata
– alzo
– boccaglio
– pluviometria

Pressione di esercizio

Si tratta della pressione, espressa in bar, che deve essere assicurata al boccaglio, o alla testina, affinché l’irrigatore possa garantire la pluviometria e la gittata prevista dalle tabelle prestazionali.

Per ciascun irrigatore è possibile reperire i dati relativi ad alcune pressioni di esercizio, anche se normalmente il range di pressioni a cui l’irrigatore può lavorare è molto più ampio: questo perché le case produttrici riportano su catalogo solo i valori per i quali, in fase di test, si sono ottenute le migliori prestazioni in termini di uniformità di bagnatura.

Portata

È la quantità di acqua che un irrigatore è in grado di distribuire nell’unità di tempo. Viene misurata in litri al minuto oppure in litri al secondo nei modelli più grandi. La portata è influenzata dalla pressione di funzionamento e varia proporzionalmente con il diametro del boccaglio.

Gittata

È la lunghezza orizzontale dalla base dell’irrigatore alla linea periferica in cui arrivano le gocce, ovvero la distanza massima alla quale un irrigatore può garantire una minima aspersione. Le ditte produttrici forniscono i valori di gittata, espressi in metri, per ogni boccaglio a diverse pressioni rilevati in laboratorio in assenza di vento. Per installazioni all’aperto è bene considerare gittate inferiori di almeno il 10%.

La gittata varia con la pressione di funzionamento, l’alzo, la velocità di rotazione, la forma del boccaglio e la ventosità. In particolare, aumentando la pressione aumenta la gittata ma, oltre a un certo limite, ottenendo una maggiore nebulizzazione si espone il getto dell’irrigatore alla dispersione ad azione dell’aria, e dunque si riduce il raggio di lavoro.

In commercio sono disponibili irrigatori con boccagli in grado di aumentare la gittata a discapito però dell’uniformità di distribuzione.

Alzo

Esprime l’angolo di inclinazione dell’asse del boccaglio (in gradi) rispetto all’orizzontale: cambiando l’angolo di inclinazione si modifica la conformazione della parabola del getto. In particolare, a parità di altri parametri, l’irrigatore con un maggiore alzo ha maggiore gittata, ma anche maggiore altezza nel punto di culmine. La gittata massima si ottiene con un alzo intorno ai 30° però il getto, data la maggiore altezza raggiunta, è più influenzabile dal vento. Per tale motivo sono disponibili sul mercato irrigatori con boccagli a inclinazione diversa dallo standard.

Boccaglio

Il boccaglio o ugello è la parte terminale dell’irrigatore dalla quale fuoriesce l’acqua. Le sue caratteristiche (forma e dimensione) influenzano la gittata, la dimensione delle gocce e la portata. In particolare, la portata è direttamente proporzionale al suo diametro.
A parità di boccaglio, variando la pressione si modificano la lunghezza della gittata e la dimensione delle gocce.

Pluviometria (intensità di aspersione)

È data dal rapporto tra portata e superficie bagnata. Esprime la quantità di acqua distribuita dagli irrigatori su un’area di ampiezza nota nell’unità di tempo e si indica normalmente in millimetri all’ora.
In realtà è più interessante conoscere la pluviometria di un’intera area irrigata, che è influenzata dalla somma delle portate dei singoli irrigatori e quindi, oltre che dalla pressione di esercizio, dall’avanzamento (distanza) dei corpi irriganti. Alcune ditte produttrici o distributrici forniscono i valori di pluviometria alle pressioni ottimali di funzionamento con diverse modalità di avanzamento.

L’intensità di aspersione è un parametro molto importante che permette di stabilire se un modello di irrigatore è adatto a un certo terreno: infatti, l’intensità di aspersione non dovrebbe mai superare la velocità di infiltrazione, onde evitare problemi di ruscellamento.

In fase progettuale sarebbe bene effettuare preventivamente il calcolo della pluviometria, al fine di verificare se l’avanzamento previsto rispetta la capacità d’infiltrazione dell’area servita dall’impianto.

Altri parametri utili per la scelta dell’irrigatore

Vi sono poi altre caratteristiche che possono essere utili per effettuare la scelta di un irrigatore adatto ai tappeti erbosi, quali:

– il grado di polverizzazione
– l’altezza di sollevamento
– la superficie visibile
– la velocità di rotazione
– la semplicità di regolazione e manutenzione

Grado di polverizzazione

Esprime la dimensione delle gocce e dipende dalle modalità costruttive del boccaglio. A parità di boccaglio, il grado di polverizzazione (frantumazione del getto) aumenta con la pressione; però, aumentando il grado di polverizzazione la gittata diminuisce. In generale, più le gocce sono fini e minore è l’azione battente sul terreno e sulla vegetazione, ma maggiori risultano le perdite per evaporazione e la soggezione al vento.

La maggiore o minore frantumazione del getto può essere ottenuta agendo, oltre che sulla pressione, sulla vite rompigetto, quando presente, che quindi serve anche per regolare la gittata.

Altezza di sollevamento

È una caratteristica peculiare degli irrigatori a scomparsa (pop-up) ed è spesso individuata da un numero che esprime l’altezza in pollici dell’escursione della torretta.

L’uso degli irrigatori con maggiore altezza di sollevamento consente l’allungamento del tempo di sfalcio del prato ed è particolarmente utile quando nell’area da bagnare vi siano ostacoli di modesta entità da superare, come cespugli e siepi basse.

Naturalmente, a una maggiore altezza di sollevamento corrisponde una maggiore lunghezza della torretta ovvero del corpo dell’irrigatore. In questo caso, se non è possibile o conveniente approfondire troppo le tubazioni, si dovranno scegliere irrigatori con attacco laterale.

Superficie visibile

Gli irrigatori a scomparsa riducono enormemente l’impatto estetico di un impianto irriguo su un tappeto erboso e limitano al massimo i rischi di danneggiamento per atti vandalici o lavori di manutenzione della cotica.

Quando l’irrigatore è impiegato in terreni sportivi o in aree deputate al gioco dei bambini, può essere significativo anche ridurre il diametro della superficie di ingombro della torretta, così da limitare al massimo il rischio di incidenti.

Velocità di rotazione

Negli irrigatori dinamici il tempo necessario per completare l’angolo di lavoro da parte del getto dipende dalla velocità di rotazione.

Nei modelli di irrigatore che consentono di regolare la velocità è bene che questa sia impostata sul valore ottimale del boccaglio al fine di assicurare la migliore copertura.

La possibilità di variare la velocità di rotazione può essere vantaggiosa quando, per esempio, l’irrigatore deve essere adattato a usi particolari non strettamente irrigui quali l’abbattimento delle polveri lungo percorsi o la ricompattazione dei campi da tennis, entrambi ottenuti con un aumento della velocità.

È evidente che rettifiche forzate alla velocità di rotazione modificano la gittata e la pluviometria.

Semplicità di regolazione e manutenzione

La semplicità dei meccanismi di erogazione dell’acqua può contribuire a ridurre le operazioni di manutenzione necessarie a mantenere efficiente l’impianto irriguo.

Gli irrigatori con testine ad angolo di lavoro variabile necessitano di una regolazione all’installazione. Questa può essere realizzata mediante il ricorso a utensili diversi, più o meno complessi, o solamente con le mani. Il grado di complessità può richiedere il lavoro di installatori specializzati, ma per contro può essere un valido ostacolo a eventuali manomissioni vandaliche.

Alcuni irrigatori permettono di effettuare tutte le regolazioni (gittata, angolo di lavoro, alzo ecc.) direttamente dalla sommità dell’irrigatore anche durante il suo funzionamento, agevolando in tal modo una messa a punto perfetta.

Gli Irrigatori

Fondamentalmente, dal punto di vista della modalità con cui avviene la distribuzione dell’acqua, si possono distinguere due tipi di irrigatore: statico e dinamico.

Gli irrigatori statici non hanno nessuna parte in movimento e formano un getto che distribuisce l’acqua nello stesso istante in tutta l’area a essi sottoposta, non necessariamente circolare.

Gli irrigatori dinamici sono dotati di uno o più getti che ruotano bagnando un’area circolare. La rotazione avviene per mezzo di un meccanismo interno a turbina (irrigatori a turbina) o sfera ruotante (irrigatori rotativi a sfera), o di un meccanismo esterno a deflettore (irrigatori a martelletto) o con braccio circolare (irrigatori a massa battente).

Sia gli irrigatori statici sia quelli dinamici sono disponibili in due versioni:

– fuori terra o fisso (stationary)
– sottosuolo o a scomparsa (pop-up)

Gli irrigatori fuori terra restano sempre sopra il livello del terreno, mentre quelli a scomparsa sono dotati di una torretta che rimane costantemente interrata ed emerge solo durante il funzionamento.

Gli irrigatori stationary sono generalmente irrigatori a martelletto montati su tubo in postazione fissa (appositi porta-ugelli consentono comunque di montare qualsiasi testina di pop-up per un utilizzo fuori terra). Sono indicati soprattutto nell’irrigazione delle aiuole e degli arbusti (da qui anche il nome di shrub) e in tutti i casi in cui risulti impossibile l’installazione di irrigatori a scomparsa.

Questa tipologia di irrigatori presenta due vantaggi: il costo contenuto e la possibilità di variare l’altezza dell’irrigatore in relazione alla crescita delle piante. Per contro sono poco gradevoli dal punto di vista estetico, possono essere di ostacolo per le operazioni di manutenzione del prato e lo sfalcio, e sono più facilmente soggetti a danneggiamento vandalico.

Gli irrigatori pop-up sono quelli che meglio si adattano all’irrigazione del tappeto erboso. Infatti, oltre a sfuggire alla vista mimetizzandosi perfettamente nel prato (assicurando anche una certa protezione contro vandalismi e furti), evitano inutili perdite di tempo per rifilare l’erba attorno all’irrigatore; nello stesso tempo, data l’altezza sul livello del terreno raggiunta dall’ugello distributore in fase di funzionamento, assicurano una buona distribuzione dell’acqua sul prato.

Per tali motivi i pop-up sono gli irrigatori più comunemente impiegati nella realizzazione di impianti per il verde ornamentale e sportivo.

Dal punto di vista costruttivo sono composti da tre parti:

– corpo o carter
– torretta o canotto
– testina o boccaglio

In condizioni di lavoro la torretta fuoriesce per effetto della pressione di esercizio, per poi rientrare completamente nel corpo a fine irrigazione grazie a una molla di richiamo, normalmente in acciaio inossidabile. In questo modo non resta nessun apparato esterno, a vantaggio dell’estetica dell’impianto, della sicurezza antivandalica e della riduzione di ingombro per le lavorazioni o le manutenzioni ordinarie del prato.

Il corpo può avere dimensioni diverse, a cui corrisponde un’altezza di sollevamento della torretta compresa tra i 5 e i 30 cm, che negli statici è indicata in pollici.
La gamma di irrigatori a scomparsa presenti sul mercato è estremamente articolata ed è possibile trovare l’irrigatore adatto a risolvere qualsiasi necessità sia in relazione alle prestazioni sia in relazione alle caratteristiche tecnologiche.

Rispetto agli stationary, i pop-up presentano un costo più elevato e necessitano di una maggiore accuratezza di installazione. Un utile accorgimento, da adottare nel caso di installazione in un prato nuovo, soggetto quindi ad assestamenti successivi del terreno, consiste nell’installare l’irrigatore su un’astina regolabile (o prolunga estensibile) che consente di far scendere progressivamente l’irrigatore mantenendolo sempre a livello del terreno. Sempre allo scopo di regolare gradualmente il posizionamento dell’irrigatore o per facilitare l’installazione in punti difficilmente accessibili o gli spostamenti e le sostituzioni, si possono trovare in commercio appositi giunti snodati e prolunghe flessibili anche già pre-assemblate.